Marco Mostallino
marco.mostallino@epolis.sm
■ A Nuoro c'è giornalista e
giornalista. C'è un giornalista
che ha uno stipendio virtuale di
4.642 euro virgola 85 centesimi
al mese per dirigere un trimestrale
che si chiama “Chimera”.
Cinquanta pagine, edite ogni
novanta giorni, dedicate a temi
politici, scritte con interventi
dei leader del Pd come Enrico
Letta e Antonello Soro. Queste
piccole pubblicazioni, di solito,
i giornalisti le dirigono gratis,
per amicizia. Ma direttore è casualmente
anche il presidente
regionale del Partito democratico.
Ora, questo direttore è in
aspettativa, come la legge gli
consente, dal suo lavoro di direttore:
è stato eletto presidente
della Provincia di Nuoro e
quindi lo stipendio di 2.900 euro
glielo paga, come da legge,
l'ente pubblico. Così può accadere
che lo stipendio da giornalista
sia alto, tanto è congelato.
Dalla determinazione numero
2382, 10 settembre 2008 del
Settore affari giuridici che questo
aumento di stipendio è stato
concesso il primo gennaio 2008
dalla ditta Delogu Antonello,
società editrice di Chimera. Affari
dei signori Delogu e Deriu
direttore, si potrebbe dire. Sì,
ma anche affari dei cittadini. Infatti,
secondo la legge del 2000
che regola la materia, i contributi
previdenziali dello stipendio
da direttore li paga la Provincia:
che si trova ora costretta
a versare ogni mese 1.462 euro
di contributi all'Inpgi, ente previdenziale
dei giornalisti.
Tutto legale, tutto regolare.
Come è regolare - è nella delibera
- che Deriu, eletto presidente
l'8 maggio del 2005, «con
effetto 10 agosto 2007 - si legge
nel documento - risulta essere
collocato in aspettativa senza
retribuzione». Ma che faceva,
prima dell'aspettativa e dell'aumento
di stipendio Deriu? Beh,
il direttore di Chimera ha iniziato
a farlo quasi un anno dopo
la vittoria elettorale, visto che il
primo numero è uscito nell'aprile
2006. In copertina, la faccia
di Enrico Letta, big del Pd.
Per questo lavoro di propaganda
politica, lo stipendio di
Deriu, con contributi a carico
dei cittadini, è di 4.642 euro virgola
85 centesimi. Ora, se vediamo
il contratto di lavoro nazionale
dei giornalisti, un redattore
neoassunto di un quotidiano,
lavorando anche di notte, domenica
compresa, si porta a casa
1.200 euro al mese.
Però c'è anche chi non guadagna
nulla. Se ne trova traccia
nella delibera di giunta numero
172 dell'8 agosto 2005. Deriu,
tra i primi atti da presidente,
propone e ottiene dagli assessori
che l'aggiornamento del sito
web dell'ente avvenga grazie alla
«disponibilità offerta da giovani
giornalisti a svolgere gratuitamente
la predetta attività»
con «solo rimborso un contributo
minimo per spese vive pari
a 200 euro a testa». Insomma,
c'è giornalista e giornalista.
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