Lai: «Basta sceneggiate». Replica Pittalis (Pdl): «Dileggio inaccettabile» Vertenza entrate, il Pd sardo attacca ancora la Giunta: «Il confronto con lo Stato sui rapporti economici e fiscali deve proseguire utilizzando le armi della politica e gli strumenti del diritto», scrive in una nota il segretario del Pd sardo Silvio Lai.
L'ACCUSA «Lo abbiamo detto più volte durante il mandato di questa Giunta, quando intratteneva rapporti gelatinosi con il governo Berlusconi e si faceva sottrarre i fondi europei di pertinenza regionale e perciò non possiamo aver cambiato idea. Ciò che è cambiato in questi tre anni è la credibilità della Sardegna. La legittimità dell'obiettivo non è in discussione, ma questa Giunta non ha credibilità, sia per il tempo perso finora sia perché non è in grado di spendere le risorse che ha, da quelle europee alle risorse regionali bloccate non dal patto di stabilità ma dalla incapacità dell'esecutivo, dalle opere pubbliche, al lavoro, alle politiche sociali, alle misure per le imprese». Poi ribadisce: «La Sardegna ha una crisi di credibilità di fronte al Governo Monti e le iniziative folcloristiche non aiutano di certo a recuperarla. Servono proposte credibili e concordate che possano consentire a uno Stato in crisi finanziaria di mantenere gli impegni indiscutibili con la Sardegna. Dal Pd sono arrivate proposte che possono essere portate ai tavoli tecnici e politici anziché abbandonarli facendo sceneggiate».
LA REPLICA DI PITTALIS La replica è del vicecapogruppo Pd Pietro Pittalis: «Le dichiarazioni del segretario del Pd Silvio Lai dimostrano che l'unico obiettivo di una certa parte politica sia quello di dileggiare l'opera portata avanti con fermezza e determinazione da parte del presidente della Regione anziché portare avanti un sostegno costruttivo per liberare i Sardi prigionieri di questo sistema. Sono altresì l'ennesima dimostrazione del perdurare di un sistema di sudditanza al quale ci avevano abituati anche i governi del centro-sinistra, che prosegue oggi con un evidente timore reverenziale del Partito democratico sardo nei confronti del Governo Monti». Conclusione: «Spiace dover constatare», conclude Pittalis, «che con le dimissioni di Berlusconi lo spirito autonomistico del partito di Lai sia svanito nel nulla e che a suon di pretesti si sia sfilato, deponendo la bandiera sarda per alzare quella bianca. È quindi chiaro chi deve porre fine alle proprie sceneggiate».
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