OTTANA. Dopo l'allarme sul drastico ridimensionamento della centrale elettrica
Appello di Confindustria e sindacati: a rischio 400 posti di lavoro Se Terna non cambia idea sul declassamento della centrale di Ottana, da questo momento sono a rischio 400 posti di lavoro, ma anche l'intero futuro industriale della Sardegna centrale. Da qui l'iniziativa unitaria di Confindustria e Cgil, Cisl e Uil nuoresi che in un comunicato congiunto invitano Terna a reinserire l'impianto tra quelli cosiddetti “essenziali”, al pari di Portovesme e Fiumesanto.
«La centrale di Ottana, fin dalla sua nascita è stata considerata come componente strategica per la Sardegna centrale e per il sistema energetico sardo - affermano -. Appare incomprensibile l'improvviso declassamento operato il 6 aprile da Terna, che non considera più la centrale elettrica di Ottana essenziale per il sistema energetico regionale, decretandone di fatto la fermata definitiva». Secondo i programmi di Terna, di fatto, i poli energetici in Sardegna restano solo nel Sulcis e nel Sassarese. Questo però determinerà la marginalizzazione di Ottana, che - spiegano sindacati e Confindustria - nei casi di black-out e di esigenze di compensazione di rete, ora non viene più attivata, in quanto si fa ricorso alle altre due centrali sarde, che però sono insufficienti a garantire il servizio. Il tema è stato affrontato anche in consiglio regionale, con la mozione presentata da Mario Diana, seguito dall'intervento del consigliere regionale Paolo Maninchedda. «Fermo restando la vitale funzione interna per il sito industriale - sostengono le organizzazioni - riteniamo che l'utilità della centrale di Ottana per la rete elettrica regionale sia ancora essenziale e che debba esserle garantita parità di trattamento come per Fiume Santo e Portovesme. Perlomeno fino alla realizzazione del gasdotto Galsi, così da realizzare una nuova centrale a ciclo combinato». Sindacati e Confindustria chiedono l'intervento di Regione e ministero dello Sviluppo, «teso a ripristinare gli equilibri fra produttori di energia in Sardegna».
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