SASSARI. Entrambi galleggiano nella parte poco gloriosa della classifica. Destino comune a quasi tutti gli atenei del Sud Italia, indietro rispetto alle università del Nord in questioni fondamentali quali il tasso di occupazione dei laureati e fondi per la ricerca. Sassari e Cagliari non fanno eccezione. Con l’ateneo del capoluogo leggermente in vantaggio.
La classifica è stata stilata dal Sole 24 Ore, che ha elaborato i dati Istat, Miur, Stella e quelli forniti dal centro studi Almalaurea. Sotto esame 58 università statali, con l’esclusione di quelle con una sola area di studi.
In testa alla graduatoria, il Politecnico di Torino, che ha superato di 35 punti quello di Milano (detentore del titolo). Molto lontane le università di Cagliari e di Sassari: la prima in 42ª posizione, la seconda tre gradini più sotto. Il punteggio finale è la somma di una serie di indicatori: l’indagine ha preso in esame diversi fattori, puntando principalmente sulla capacità, da parte dei singoli atenei, di garantire uno sbocco occupazionale in tempi ragionevoli ai propri laureati. E questa è una nota dolente per gli atenei dell’isola, dove è alta la percentuale di dottori ancora a spasso a distanza di anni dal conseguimento del titolo. A tre anni dalla laurea, il numero degli occupati è pari al 54,9 per Sassari, 59 per Cagliari: per capire quanto siamo indietro basta dire che al Politecnico di Milano la percentuale è del 95,1.
La ricerca è un altro tallone d’Achille. Secondo l’indagine (che prende in esame dati del 2009), sia Cagliari sia Sassari patiscono l’esiguità di fondi: bassa la disponibilità rapportata al numero dei docenti, con Sassari piazzata al 47º posto della classifica, 11 posizioni indietro rispetto a Cagliari. mediamente scarso anche l’apporto di fondi derivanti da enti esterni, con Cagliari che ancora una volta se la cava meglio di Sassari. Peggio ancora vanno le cose per quanto riguarda la ricerca personale, cioè la quota di docenti che hanno partecipato con successo ai bandi Prin (anni 2007-2008): i due atenei isolano stanno quasi in coda, Sassari alla 53ª posizione, Cagliari due posti più giù. Consola pochissimo constatare che c’è chi se la passa addirittura peggio. Nei bassifondi della graduatoria ci sono gli atenei campani, con Napoli Parthenope ancora una volta cenerentola, due università siciliane (Palermo e Messina), due pugliesi (Foggia e e Lecce). Ma navigano in brutte acque anche molte grandi sedi, come Roma La Sapienza: troppo affollate e troppo poco dedite alla ricerca.
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