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LA NUOVA SARDEGNA - Sanità e affari sociali : Ticket, forse domani ma è scontro politico
19.07.2011
CAGLIARI. Allarme per la manovra di Tremonti e suspense per i ticket al pronto soccorso. Domani la giunta decide. In alternativa, c’è chi parla di tagli ai costi della Regione, a iniziare dalle consulenze e le collaborazioni esterne: 12,5 milioni di euro in un anno e mezzo. Sulla «coesione politica» è scontro: l’opposizione vuole fatti concreti di Cappellacci contro il governo Berlusconi. La Spisa: «Preoccupati, ora serve coesione». Per l’intera mattinata Giorgio La Spisa, vice presidente della Regione e assessore al Bilancio, è rimasto in ufficio con i suoi dirigenti per studiare l’impatto della manovra Tremonti. Dopo cinque ore il primo commento: «Desta forti preoccupazioni». Ora sarà elaborata una proposta che «si manifesterà nella prossima Finanziaria». La Spisa ha chiarito: «Occorre tener presente il duplice obiettivo del risanamento e del rilancio dell’economia. E’ evidente la necessità di una forte coesione politica e sociale». Liori: «I ticket? Non siamo obbligati». La prima cosa da decidere riguarda i ticket sanitari «imposti» da Tremonti. L’assessore Antonello Liori non li vuole. Ieri ha parlato più volte con La Spisa per verificare se ci sono alternative. Soldi, gli ha risposto il collega, non ce ne sono ma non è detto che la Regione sia obbligata a mettere i ticket: «Il governo non ci dà un euro per la sanità, la nostra posizione è diversa». Consulenze: la metà dell’intrioti dei ticket. In ogni caso la Regione, che avrà più di un miliardo di euro in meno in totale, deve trovare soldi per aiutare l’economia. I cittadini gridano per ottenere i tagli dei costi della politica, ma si tratta di riforme (riduzione del numero dei consiglieri, abolizione dei vitalizi, eccetera) che non danno risultati immediati. C’è chi sta guardando ad altro vici di spesa: ad esempio quelle per consulenze e collaborazioni, tutte deliberate dalla giunta. Le collaborazioni esterne nel 2010 e 2011 sono state 190, per un totale di 5 milioni e mezzo di euro, con una media di 29 mila euro a contratto (che vanno dalle poche migliaia sino a 200 mila euro). Le consulenze sono state pari a 5 milioni e mezzo di euro. Insomma, messe insieme, le due voci di spesa valgono la metà dell’introito che verrebbe garantito dai ticket. C’è chi immagina che i lavori esterni possano essere affidati al personale della Regione e degli Enti. Bruno: «Disponibili, ma la giunta si muova». L’appello di La Spisa («coesione politica») è stato subito raccolto dal capogruppo del Pd, Mario Bruno: «Non possiamo che rispondere in modo favorevole, ma a patto che la giunta faccia la sua parte: attivi il conflitto di attribuzioni con lo Stato, definisca il trasferimento delle entrate come prescrive l’articolo 8 dello Statuto e disponga la revisione dei vincoli del patto di stabilità». Vertice Pd: «Tolti i soldi dello sviluppo». Ieri il Pd ha parlato della manovra Tremonti all’assemblea di sindaci, consiglieri regionali e parlamentari. «Porterà l’economia della Sardegna alla recessione - ha detto Gian Battista Orrù, responsabile Enti locali - perché il taglio oscilla tra i 600 e i 700 milioni l’anno di risorse che Regione, Province e Comuni andranno a perdere. Dall’approvazione del nuovo articolo 8 dello Statuto sono passati due anni e ancora non sono stati trasferite le risorse, pari a tre milioni e mezzo di euro». Sono intervenuti, tra gli altri, Roberto Deriu, Giulio Calvisi, Francesco Sanna e Tore Cherchi, secondo il quale «non si risolve la situazione straordinaria con le sole politiche di bilancio». Il segretario Silvio Lai ha affermato che la «manovra del governo è iniqua perchè colpisce i più deboli, taglia le spese agli enti locali ma non i costi dei ministeri e le spese della politica». Lai ha concluso: «Serve una politica seria, questa giunta non è in grado». Sel: «Troppa confusione nel Bilancio». La situazione finanziaria «è disastrosa e confusa», il Bilancio «indica entrate presunte e mai accertate, tanto meno riscosse, spese promesse mai realizzate, una montagna di residui». Lo ha detto il capogruppo vendoliano in Consiglio regionale, Luciano Uras. Secondo cui a tutto giugno la Regione ha riscosso appena il 15% delle entrate iscritte in Bilancio. Uras ha chiesto una seduta della commissione Bilancio.

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