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LA NUOVA SARDEGNA - Economia: Metalli inquinanti? Elementi naturali
04.09.2009
Le analisi dell’Arpas nel territorio a forte presenza industriale Ma parte subito qualche contestazione con esposti alla Regione
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PORTOSCUSO. I metalli pesanti, nel suolo e nelle acque sotterranee di Portoscuso, Gonnesa, San Giovanni Suergiu ci sono, ma sono dovuti a valori di fondo alle matrici ambientali dell’area del Sulcis ed in particolare del centro industriale. E’ questa la conclusione a cui è giunta la ricerca effettata dall’Arpas nelle zone dell’area ad alto rischio di crisi ambientale e alla fine il lavoro dei tecnici sconfessa quanto per decenni, dall’avvio del polo industriale di Portovesme è stato confermato da altri ricercatori, da studiosi di fama internazionale e fatte proprie persino dal ministero dell’Ambiente. Il lavoro di ricerca è stato ultimato dall’Arpas nel gennaio del 2009 ma solo negli ultimi giorni è stato messo in rete nel sito della Regione- ambiente. Stagno, ferro, alluminio, piombo, cadmio, arsenico, berillio sono presenti abbondantemente nell’acqua e nel terreno ma come avvenuto, in passato per le miniera dell’Iglesiente, il mercurio che finiva nelle carni dei pesci e quindi nel ciclo alimentare, era quello naturale ovvero dovuto a ai valori di fondo, ovvero al fatto che il suolo del Sulcis Iglesiente sia una vasta cava di mirali a cielo aperto. Le conclusioni dell’Arpas, però, sono già oggetto di polemiche e di esposti al presidente della giunta regionale, ai carabinieri del Noe, al consiglio regionale, alla procura della repubblica di Cagliari e all’assessore regionale all’ambiente, da parte del consigliere comunale di Portoscuso Angelo Cremone che non sembra disposto accettare le conclusioni a cui è arrivata l’agenzia regionale perla difesa dell’ambiente soprattutto per la base di partenza. «Siamo all’assurdo — sottolinea Cremone —. Il ministero all’ambiente blocca qualsiasi nuovo insediamento o ampliamento industriale per l’inquinamento accertato della falda e invece in quella relazione si conclude che è tutto naturale». Un’indagine a tappeto da Gonnesa a San Giovanni Suergiu passando per Portoscuso e Paringianu dove i valori delle concentrazioni di metalli pesanti superano, in modo esagerato i limiti di legge, vengono liquidati come naturali. Cadmio, piombo, arsenico, ferro, zinco ed alluminio si potrebbero coltivare a piene mani senza altri trattamento metallurgici. «Ci stanno dicendo — insiste ironicamente Angelo Cremone —, che abbiamo alluminio nel terreno pari a 40mila mg/kg e quindi in una tonnellata di terra sulcitana si possono estrarre 40 chili di alluminio. Non c’è quindi più bisogno di importare bauxite dall’Australia perché abbiamo il metallo quasi allo stato nascente. Questo studio ci vuol far credere che le fabbriche non hanno causato danni e non sono responsabili dell’inquinamento della zona ». (e.a.)

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