di Giulio Rosati *
Nella sua replica alle dichiarazioni dell’ex assessore alla Sanità Nerina Dirindin, il Rettore Maida dice che «la responsabilità della verità dovrebbe essere il primo compito del politico e che questa non è stata la prassi dell’ex assessore, non aiutata da un carattere spigoloso e da una scarsa capacità di mediazione». Per esperienza diretta, non posso che condividere tale giudizio. Nei vari incontri che, in qualità di preside, ho avuto con la Dirindin ho constatato anche una scarsa competenza nel settore vitale della formazione sanitaria, dovuta forse a una preparazione più proiettata verso «l’economia sanitaria» che verso i problemi di salute. La verità è che l’ex assessore ha costantemente inibito e contrastato le proposte avanzate dalle Facoltà mediche isolane per accreditare i corsi di laurea e le scuole di specializzazione di area sanitaria.
Al riguardo, mi limito a richiamare alcuni macroscopici esempi. Nell’aprile 2005 il dottor Zanaroli, direttore generale dell’Asl 1, viene incaricato dall’ex assessore di definire l’assetto della costituenda AOU di Sassari. In contrasto con le norme di legge e senza consultare l’Università, egli prevede la soppressione di 8 strutture assistenziali (ortopedia, urologia, pneumologia, anestesia e rianimazione, dermatologia, oncologia, cardiologia, endocrinologia) «essenziali» per la formazione del medico, con la motivazione che si tratta di «duplicazioni non motivate». Viene così prefigurata la disattivazione del corso di laurea in Medicina per mancanza dei requisiti assistenziali minimi stabiliti dalle norme. In un burrascoso incontro col presidente Soru e l’assessore, si arriva ad un compromesso: saranno soppresse «soltanto» le strutture di dermatologia e di oncologia. Altro esempio: nel Piano Regionale dei Servizi Sanitari 2006-2008 non vengono recepite le proposte di modifica ed integrazione deliberate dalla Facoltà di Medicina finalizzate a sanare il degrado edilizio degli edifici concessi in uso all’AOU e a colmare le gravi carenze tecnologiche delle cliniche. Non viene recepita neppure la richiesta di prevedere la presenza di rappresentanti delle Università nella consulta regionale per la formazione sanitaria. Il degrado edilizio e la mancanza di attrezzature indispensabili per l’assistenza è a tutt’oggi il maggior problema dell’AOU di Sassari. Dal momento che l’AOU è azienda di riferimento per lo svolgimento dei compiti della Facoltà medica (l’integrazione di didattica, ricerca e assistenza è, non a caso, la missione che la legge assegna alle AOU), la mancanza di risorse finanziarie adeguate a risolvere questo grave problema è un macigno che, se non rimosso, impedirà alla Facoltà medica di perseguire i propri obiettivi didattico-scientifici. Soltanto di recente, in clima elettorale, si è preso atto della grave situazione dell’AOU di Sassari. La deliberazione di Giutnta n. 58/25 del 20.10.2008 ha previsto un finanziamento per risolvere i problemi dell’AOU, nell’ambito del «Progetto salute, sviluppo e sicurezza del Mezzogiorno». Si tratta tuttavia di un programma in via di definizione, che potrebbe portare alla Sardegna risorse intorno a 190 milioni.
Terzo esempio: la deliberazione di Giunta n. 52/16 del 3.10.2008, che ha definito il fabbisogno tendenziale di posti letto per acuti delle aziende sanitarie isolane, ha fortemente penalizzato l’AOU di Sassari nel settore cruciale della terapia intensiva. Sono stati attribuiti soltanto 4 posti letto di rianimazione e nessun posto letto di terapia intensiva pediatrica (indispensabili per garantire il funzionamento di Chirurgia pediatrica). La situazione di rischio connessa a questo dimensionamento della terapia intensiva è stata illustrata all’ex assessore e alla commissione VII del Consiglio regionale, ma la richiesta di adeguare il numero dei posti letto ai bisogni reali non è stata recepita. Comprendere i motivi di tanta rigidità nei riguardi di un settore di rilevanza primaria qual è la rianimazione, è davvero arduo.
Il «cahier de doleances» è molto più lungo, ma mi fermo qui. Questa Facoltà ha formato generazioni di medici in più di tre secoli di storia. L’indefessa attività demolitoria della Dirindin non è comunque riuscita a produrre danni irreversibili. Nell’ultima valutazione comparativa Censis-Repubblica la Facoltà medica di Sassari ha ottenuto un punteggio di 105 nella voce «Didattica», collocandosi tra le prime cinque Facoltà mediche del Paese per la qualità della didattica. Continueremo nel nostro lavoro, consapevoli del ruolo determinante della ricerca e della formazione nel miglioramento della qualità dell’assistenza.
* Preside di Medicina Università di Sassari
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