Oggi il disegno di legge in Consiglio dei ministri, tempi ristretti Roma sbarca in Consiglio dei ministri il disegno di legge sui due seggi sardi per il Parlamento europeo.
DAL NOSTRO INVIATO
ENRICO PILIA
ROMA I seggi europei per la Sardegna sono in bilico. Ci vorrà un formidabile lavoro di squadra, in questa corsa contro il tempo, perché anche i sardi possano avere i loro parlamentari europei - i posti sarebbero due - nella legislatura che comincerà alla fine di giugno. Il premier Silvio Berlusconi, che ieri ha incontrato il neo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, si è impegnato perché il disegno di legge che assegna alla nostra regione due seggi al parlamento europeo di Strasburgo viaggi a velocità sostenuta: questa mattina, il disegno di legge sulla Sardegna redatto dal ministro Roberto Calderoli sarà esaminato dal Consiglio dei ministri, un primo passaggio prima degli altri, più complessi, alla Camera e al Senato.
IL VERTICE Ieri pomeriggio, il presidente della Regione e i parlamentari sardi del centrodestra hanno incontrato il ministro Calderoli, titolare del dicastero della Semplificazione normativa, autore del testo dei disegno di legge che assegna, appunto, due seggi a Strasburgo anche alla Sardegna, cancellando definitivamente quella battaglia - puntualmente persa - con l'isola maggiore, la Sicilia. Battaglia persa per un semplice, aritmetico conto dei voti: i siciliani che votano sono quasi 5 milioni, contro il milione e 430 mila sardi. «Non avete certo un numero così basso di consiglieri regionali - questa la battuta del ministro leghista, ieri pomeriggio, in avvio del confronto - ma tutto il Governo è d'accordo perché la Sardegna abbia i suoi rappresentanti in Europa, è una vecchia questione rimasta aperta per troppo tempo. Cerchiamo di porvi rimedio». Di fronte al ministro Calderoli, i senatori Fedele Sanciu, Piergiorgio Massidda e Romano Comincioli e i deputati Settimo Nizzi, Salvatore Cicu, Mauro Pili, Paolo Vella, Bruno Murgia e Piero Testoni. Tutti sono intervenuti, con l'obiettivo di spingere perché i tempi si accorcino. L'ottimismo è d'obbligo, nonostante le difficoltà che presenta l'operazione.
IL PRESIDENTE Per Cappellacci, alla sua prima uscita romana dopo l'elezione, «è stato messo in piedi il primo ponte fra la Sardegna e Palazzo Chigi, ecco di cosa parlavamo con il presidente Berlusconi nel corso della campagna elettorale». Creare un collegio europeo per la Sardegna «non sarà facile, i tempi sono ristretti», però il governatore ci teneva a guidare questa spedizione «il cui obiettivo potrebbe essere osteggiato in qualsiasi modo dai parlamentari della Sicilia».
INSULARITÀ Al termine del confronto, Calderoli e Cappellacci si sono intrattenuti una mezz'ora per discutere di insularità, questione rimasta aperta dopo il varo del federalismo fiscale. Quell'operazione di riequilibrio per «recuperare lo svantaggio provocato alla Sardegna dall'essere un'Isola», aveva detto Berlusconi un mese fa, ora deve essere “riempita” di contenuti. Cappellacci e il ministro si rivedranno nelle prossime settimane, dalla Regione le proposte «non mancano, ci sono già, abbiamo le idee chiare».
«MASSIMO RISPETTO» Fra il vertice con Calderoli e l'incontro con Berlusconi (dal quale sono arrivati complimenti e auguri di buon lavoro), il presidente Cappellacci ha avuto modo di concentrarsi su questioni più politiche. «Ho saputo che Renato Soru ha deciso di restare in Consiglio regionale, lo chiamerò presto per manifestargli il mio rispetto», dice, «riconosco in lui il leader dell'opposizione e so che con lui il confronto sarà costante e corretto». Un messaggio che consegna all'archivio le durissime polemiche dei 45 giorni di campagna elettorale. In attesa di quelle - inevitabili - che produrrà il confronto in Aula.
Ultimo aggiornamento: 20.02.09© 2010 Regione Autonoma della Sardegna